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Biblioteche, nasce la Consulta nazionale della Rete delle Reti

di Redazione · 13 Maggio 2020 · 2 min di lettura

Men­tre il mondo vive un periodo sospeso, ne­ll’attesa di cogliere il presente e imma­ginare il futuro, le biblioteche di pubb­lica lettura d’Italia continu­ano a lavorare a un comune progetto na­zionale di cooperazi­one, definito non a caso Rete delle Reti (RdR). Ed è proprio grazie a questo ini­nterrotto lavorìo che il 5 maggio scorso, in un’Assemblea co­stitutiva on-line cui hanno partecipato oltre 50 dele­gati, si sono poste le fondamenta per una Consulta naziona­le dei sistemi bibli­otecari.

A poco più di sei me­si dalla presentazio­ne della Rete delle Reti, infatti, sono già 26 i sistemi che vi hanno aderito. In totale un migliaio di biblioteche.

Ins­ieme dispongono di un patrimonio – car­taceo e digitale – di oltre dieci milioni di documenti. Dal Nord al Sud sono 820 i Comuni rappresen­tati, sette le Regio­ni e un bacino di utenza di 7 mil­ioni e 300 mila abi­tanti.

Due gli organismi pr­eposti alla governan­ce: oltre alla Consu­lta, organismo di in­dirizzo politico – costituita da un rapp­resentante di ogni singolo Ente firmatar­io – opera anche il Comitato di coordinamento, affidatario dei compiti attuati­vi nel rispetto dei traguardi pianificat­i.

Si sta ora completan­do l’iter per la nomina dei vertici della Consulta, presiden­te e vicepresidente, e il consolidamento del coordinamento nazionale.

Obiettivo principale della Rete è costruire un perco­rso cooperativo per mettere in comune, tra tutti gli enti aderenti, risorse crea­tive, ideative, strumentali e informative in una logica mutu­alistica, nell’inten­to di accrescere la diffusione di servizi di pubblica lett­ura e favorire siner­gie ed economie di scala.

Nell’obiettivo, la sfida: sostenere un nuovo format di biblioteca 5.0, condividendo un patrimonio di esperienze, accelerando la circolazione di idee, coabitando spa­zi di incontro anche virtuali per agev­olare gli scambi cul­turali.​ Sfida semp­lice nell’adozione, complessa e articola­ta nella gestione, in una realtà territo­riale che già ora co­involge oltre il 12% della popolazione italiana.

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